due anni dopo

SOCIAL STREET DUE ANNI DOPO

Analisi Razionale

Constatazione dell’impoverimento dei rapporti sociali non solo negli ambiti urbani maggiormente sviluppati ma anche in realtà dove tali rapporti erano di fondamentale importanza nella vita quotidiana. Tale impoverimento ha comportato come conseguenza degrado urbano, mancanza di controllo sociale del territorio, perdita del senso di appartenenza.

Lasciando agli studiosi della materia le cause che hanno condotto a tale situazione, e visto il fallimento di proposte provenienti dall’alto, il “modello Social Street” propone una possibile soluzione partendo dal basso ed esclusivamente per riattivare i legami sociali ricreando rapporti di conoscenza tra le persone che vivono nella stessa strada.

Punti di forza
Passando dalla pratica alla teoria, possiamo osservare che le principali caratteristiche che ne hanno probabilmente marcato il successo, (per lo meno i termini quantitativi – visto il numero crescente di Social Street in ambito nazionale ed internazionale) sono rappresentate da:

Facebook —> utilizzo di un social network quale FB di largo e gratuito utilizzo. Utilizzo non fine a se stesso di FB ma quale facilitatore del passaggio dal “virtuale al reale”
Territorialità —> la decisione di limitare i singoli gruppi FB ad un territorio circoscritto e a dimensioni ridotte.
Gratuità —> sia a livello degli scambi interni (esclusione il do ut des) sia a livello di macro struttura essendo Social Street un modello “assolutamente libero”.
Non struttura —> ogni singolo gruppo può agire come meglio crede per riattivare i rapporti sociali tenendo conto delle peculiarità del proprio territorio.

Inclusione. Importante la scelta di concentrarsi su tutto quanto unisce le persone (escludendo ciò che divide), di essere propositivi anche di fronte alle critiche più dure, non accettare l’essere contro senza l’essere costruttivi, l’esclusione di linguaggi non accettabili da tutti  i componenti del gruppo.

Utilizzo di un territorio specifico definito come elemento aggregante ha comportato anche la destrutturazione di tutte le altre categorie in cui le persone si riconoscevano dividendosi per gruppi di appartenenza (classi sociali, interessi, età, appartenenze politiche, provenienza)

Il fatto che comunque sin dall’inizio si sia completamente escluso qualsiasi aspetto economico / giuridico, si è rivelato l’aspetto innovativo che ha caratterizzato questa esperienza differenziandola in maniera marcata da tutte le altre esperienze strutturate (associazioni, comitati, ecc) e l’aver proseguito su questa strada ha ulteriormente attirato l’interesse generale delle persone.

Questi elementi sono risultati, seppure a posteriori, fondamentali e vincenti. Gli oltre 350 gruppi nati in Italia ed all’estero in poco più di un anno, sono la dimostrazione del bisogno latente di una socialità soprattutto non finalizzata ed indipendente da qualsiasi aspetto economico.

L’interesse dimostrato anche dal mondo accademico, sembra supportare tale analisi. Oltre alle decine di tesi di laurea e ricerche varie che vanno dal campo psicologico, antropologico, sociologico, economico ed urbanistico, questa esperienza sta ricevendo riconoscimenti anche da parte di studiosi internazionali:

Prof. Anthony Giddens (sociologist, professor and former director of London School of Economics)
Prof. Marc Augé (anthropologist, former director Ecolé des études en Sciences Sociales di Parigi)
Prof. Pierpaolo Donati (professor of sociology at University of Bologna)
Prof. Stefano Zamagni (professor of economics at University of Bologna)
Prof. Anna Cossetta (sociologist, University of Genova)
Prof. Jacques T. Godbout (professeur  émérite en sociologie Université du Québec)
Rob Hopkins (founder of Transition Town)
Prof. Piero Formica (Innovation Value Institute, Maynooth University,Ireland)
Prof. Robert D. Putnam (Professor of Public Policy at the Harvard University)

Bologna, 4 gennaio 2015

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SOCIAL STREET TWO YEARS LATER

Rational Analysis

The objective is to re-establish the importance of social relations and interaction focusing not only on developed urban areas but also a return to what was once a reality and way of life in the countryside and villages where relationship were historically of fundamental importance in daily life. This modern tendency to focus on the ‘self’ has an undeniable consequence, urban decay, lack of social control (ownership) of the territory, loss of a sense of belonging, people are essentially living in isolation.

We allow academics to speculate and study the root that caused this situation ,and also accepts what authority dictates to us (in terms of ways of living, so contrary to these approaches the ” Social Street model ” proposes a possible solution from the ground up and aims to recreate social ties and acknowledgment as well as changes in behaviours/interaction between neighbours

Strenghts

The shift from theory to practice, we’ve observed that the main features that probably marked success , ( in Quantitative terms – Given the growing number of Social Street(s) nationally and internationally ) are represented by :

Facebook — > to use a free medium and spread info via social network which is FB as facilitator of the transition from the ” virtual to real ”
Territoriality — > The decision to restrict the closed FB group in a predetermined territory of a small size .
Free — > at two levels, as internal trade ( exclusion of do ut des ) but also as macro structure being Social street as a model is absolutely free.
No structure — > every single group can act to reintroduce appropriate social relations taking into account the peculiarities of its territory .

Inclusion. It has been an important choice to focus on everything that brings people together ( excluding that which divides ) , also to be proactive in the face of the harshest criticism , not accept being against something without being constructive , the exclusion of languages ​​not acceptable to all members of the group .

Using a specific territory, well defined, as a unifying element helped in the dismantling of all other categories in which people recognize themselves dividing belonging groups ( social classes , interests , age , political affiliation , country of origin )

The fact that from inception we have completely ruled out any economic and legal aspect , proved the innovative aspect that has characterized this experience differentiating markedly from all other structured experiences (associations, committees , etc. ) and we have continued on this path further attracting the interest of more people.

These elements have been, although in retrospect, fundamental and successful. The more than 350 groups born in Italy and abroad in just over a year , are the demonstration of the latent need for infinte changes in the way we socialise and interact not dependent on any economic aspect, defined or expectation. The interactions cannot be defined or quantified in financial terms.

The interest demonstrated by the academic world , seems to support this analysis.

In addition to dozens of dissertations and research ranging from the field of psychological, anthropological, sociological, economic and urban studies, this experience has been endorsed by important personalities such as:

Prof. Anthony Giddens (Sociologist,Professor and former Director of London School of Economics
Prof. Marc Augé (Anthropologist, former director Ecolé des études en Sciences Sociales in Paris)
Prof. Pierpaolo Donati (Professor of sociology at University of Bologna)
Prof. Anna Cossetta (Sociologist, University of Genova)
Prof. Stefano Zamagni (Professor of economics at University of Bologna)
Prof. Jacques T. Godbout (Professeur  émérite en sociologie Université du Québec)
Rob Hopkins (Founder of Transition Town)
Prof. Piero Formica (Innovation Value Institute, Maynooth University,Ireland)
Prof. Robert D. Putnam (Professor of Public Policy at the Harvard University)

Bologna, 4th january 2015

 

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4 comments

  1. 29 gennaio 2015 alle 12:20

    Avete anche una lista dei punti di debolezza emersi? Credo che sarebbe molto utile per tarare altre esperienze in progress.

  2. Elena Allegri
    8 febbraio 2015 alle 18:38

    Brave/i, progetti come il vostro ci ridanno la speranza di cui abbiamo tutti bisogno. Sono docente dell’Università del Piemonte Orientale e sto scrivendo un manuale di lavoro sociale di comunità. Vorrei citarvi tra gli esempi di progetti leggeri e fattibili, dal basso. c’è qualcosa di particolare che vorreste segnalarmi? Grazie e buona Social Street!

  3. PAOLA CAVALLARI
    28 maggio 2015 alle 18:05

    abito a Bologna, vorrei sapere se farete qualche incontro per saperne di più
    grazie
    paola

    • filippo
      filippo
      18 giugno 2015 alle 9:03

      questo sabato ore 10:00 in piazza santo stefano

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